Tumore dell'intestino

Prof. Luca Morelli
A cura del Prof. Luca Morelli
Chirurgo Generale

Cos'è Cos'è

Il tumore dell’intestino è una massa o tumefazione della parete dell'intestino, dovuta alla proliferazione patologica delle cellule della mucosa che riveste questo organo. 

L’intestino è l’organo deputato alla digestione e all'assorbimento delle sostanze che introduciamo con l’alimentazione. Si può suddividere in intestino tenue, o piccolo intestino (digiuno ed ileo) ed in intestino crasso, o grosso intestino (colon destro o ascendente, colon trasverso, colon sinistro o discendente, sigma e retto).

Cause Cause

I tumori del colon-retto sono i più frequenti. La maggior parte di questi deriva dalla trasformazione in senso maligno di polipi, ovvero di piccole escrescenze inizialmente benigne, dovute al proliferare delle cellule della mucosa intestinale. Un polipo può essere definito, in base alle sue caratteristiche, come sessile (cioè con la base piatta) o peduncolato (ovvero attaccato alla parete intestinale mediante un piccolo gambo).
Non tutti i polipi, però, sono a rischio di malignità. Ve ne sono infatti tre diversi tipi: i cosiddetti polipi iperplastici (cioè caratterizzati da una mucosa a rapida proliferazione), amartomatosi (detti anche polipi giovanili e polipi di Peutz-Jeghers) e adenomatosi. Solo questi ultimi costituiscono lesioni precancerose e di essi solo una parte si trasforma in neoplasia maligna.

dottore e dottoressa

Consulta la lista degli specialisti disponibili che si occupano di Tumore dell'intestino. Verifica gli specialisti vicino a te 

Sintomi Sintomi

I sintomi sono molto variabili e condizionati da diversi fattori quali la sede del tumore, la sua estensione e la presenza o assenza di ostruzioni o emorragie: ciò fa sì che le manifestazioni del cancro siano sovente sovrapponibili a quelle di molte altre malattie addominali o intestinali. Per questo sintomi precoci, vaghi e saltuari quali la stanchezza e la mancanza di appetito, e altri più orientativi come sanguinamento visibile dal retto, l'anemia e la perdita di peso, sono spesso trascurati dal paziente. Talora una stitichezza ostinata alternata a diarrea, può costituire un primo campanello d'allarme.

Nella maggior parte dei casi i polipi non danno sintomi; solo nel 5% dei casi possono dar luogo a piccole perdite di sangue rilevabili con un esame delle feci per la ricerca del cosiddetto "sangue occulto".

Diagnosi Diagnosi

La ricerca del sangue occulto nelle feci è lo strumento di screening più utilizzato: si esegue a partire dai 50 anni circa con cadenza annuale. Grazie alla buona specificità e sensibilità dei test immunologici di nuova generazione, il test è in grado di diagnosticare tumori prima che divengano sintomatici. In caso di positività del test fecale deve essere eseguita una colonscopia. La colonscopia è indicata anche come primo test di diagnosi precoce nei soggetti con fattori di rischio documentati (familiarità, pregressi polipi o tumori intestinali, coliti idiopatiche). 

La diagnosi si avvale anche dell'esame clinico, che consiste nella palpazione dell'addome alla ricerca di eventuali masse a livello dell'intestino, del fegato e dei linfonodi, e nell'esplorazione rettale (circa il 70% dei tumori del retto si sente con le dita).

In aggiunta alla clinica ed alla più specifica colonscopia, esistono poi diverse indagini strumentali che permettono di completare la diagnosi del tumore e, in seguito, di eseguirne la stadiazione, ovvero di valutarne la diffusione e la gravità. Tra questi sono da segnalere l'ecografia addominale che fornisce anche indicazioni sullo stato dei linfonodi più vicini e le eventuali metastasi presenti nel fegato, la TC torace-addome con mezzo di contrasto: essa permette di valutare i rapporti con gli organi circostanti, lo stato dei linfonodi e le eventuali metastasi presenti nell'addome e nel torace. 

Infine si possono aggiungere anche metodiche come l'ecografia transrettale, che è utile anche per definire, in fase pre-operatoria, il grado di infiltrazione del tumore nella parete dell'intestino.

  Scopri gli Specialisti che si occupano di
Tumore dell'intestino vicino a te 

Rischi Rischi

Molte sono le cause che concorrono a determinare la malattia: tra esse ne sono state individuate alcune legate alla dieta e all'alimentazione, altre genetiche e altre di tipo non ereditario.

  • Fattori nutrizionali: molti studi dimostrano che una dieta ad alto contenuto di calorie, ricca di grassi animali e povera di fibre è associata a un aumento dei tumori intestinali; viceversa, diete ricche di fibre (cioè caratterizzate da un alto consumo di frutta e vegetali) sembrano avere un ruolo protettivo.
  • Fattori genetici: è possibile ereditare il rischio di ammalarsi di tumore del colon-retto, se nella famiglia d'origine si sono manifestate alcune malattie che predispongono alla formazione di tumori intestinali. Tra queste sono da segnalare le poliposi adenomatose ereditarie (tra cui l'adenomatosi poliposa familiare o FAP, la sindrome di Gardner e quella di Turcot) e quella che viene chiamata carcinosi ereditaria del colon-retto su base non poliposica (detta anche HNPCC o sindrome di Lynch). Si tratta di malattie trasmesse da genitori portatori di specifiche alterazioni genetiche, e che possono anche non dar luogo ad alcun sintomo. La probabilità di trasmettere alla prole il gene alterato è del 50 per cento, indipendentemente dal sesso. La generica “familiarità” è invece la predisposizione che si eredita a sviluppare polipi del colon e quindi tumori, nei familiari di primo grado di persone che hanno avuto un polipo o cancro sporadico.
  • Fattori non ereditari: sono importanti l'età (l'incidenza è 10 volte superiore tra le persone di età compresa tra i 60 e i 64 anni rispetto a coloro che hanno 40-44 anni), le malattie infiammatorie croniche intestinali (tra le quali la rettocolite ulcerosa e il morbo di Crohn), una storia clinica passata di polipi del colon o di un pregresso tumore del colon-retto. Polipi e carcinomi che non rientrano tra le sindromi ereditarie illustrate sopra vengono definiti "sporadici". Si stima che il rischio di sviluppare un tumore del colon aumenti di 2 o 3 volte nei parenti di primo grado di una persona affetta da cancro o da polipi del grosso intestino.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

La terapia di scelta è la chirurgia: sulla base della posizione del tumore si procederà con un intervento parziale o, a seconda dei casi, con la totale asportazione del tratto di colon interessato o del retto. Questa chirurgia si avvale negli ultimi anni di tecniche mini-invasive come la laparoscopia o la robotica che permettono un più rapido recupero del paziente nel post-operatorio mantenendo gli stessi obiettivi di radicalità oncologica della chirurgia tradizionale.

La radioterapia preoperatoria può, in casi selezionati di tumori del retto, ridurre il volume e l'estensione tumorale, permettendo quindi interventi chirurgici che conservano l'orifizio anale naturale.

La chemioterapia svolge un ruolo fondamentale sia nella malattia operabile sia in quella avanzata non operabile. 

La chirurgia delle metastasi (epatiche, polmonari, ovariche) associata all'uso di altre terapie locali (termoablazione, radioterapia) offre un valido strumento di cura nella malattia avanzata, contribuendo ad aumentare la probabilità di guarigione e con un prolungamento della sopravvivenza.

Prof. Luca Morelli
A cura del Prof. Luca Morelli
Chirurgo Generale

Specialisti che si occupano di tumore dell'intestino

Scegli la provincia di tuo interesse e prenota gratuitamente una visita in pochi click.

oppure scegli una provincia

I tuoi Medici preferiti

Caricamento...
виагра дженерик

www.adulttorrent.org

препараты для потенции без рецептов