Tiroidite di Hashimoto
(tiroidite cronica autoimmune)

Dr. Giuseppe Papa
A cura del Dr. Giuseppe Papa
Endocrinologo

Cos'è Cos'è

La tiroidite di Hashimoto o tiroidite cronica autoimmune è una patologia sostenuta da un processo immunitario organo-specifico, cioè una alterazione del sistema immunitario che comporta la formazione di auto-anticorpi diretti contro alcuni costituenti delle cellule tiroidee.

Cause Cause

Sulla base di una predisposizione genetica individuale (le tiroiditi autoimmuni hanno una spiccata familiarità) e di una interazione con fattori ambientali ancora solo parzialmente noti (carenze dietetiche in selenio e vit. D, farmaci, esposizioni a chimici ambientali, etc.). L’attacco auto-immune è cronico, da qui il nome di tiroidite cronica.

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Sintomi Sintomi

La presenza di segni e sintomi di malattia è sempre legata ad una alterazione della funzione ghiandolare. La funzione tiroidea inizialmente può ancora essere normale (pazienti detti “eutiroidei”), o viceversa potrebbe già essere presente una riduzione della funzione tiroidea con presenza di forme ancora iniziali di bassa funzione, cioè ipotiroidismo subclinico (quando solo i valori di TSH sono alterati) fino alla presenza di un ipotiroidismo “conclamato”, quando già inizia a ridursi la presenza in circolo dell’ormone tiroideo (la levo-tiroxina, L-T4).

In effetti la distinzione tra ipotiroidismo “subclinico” e “clinico” è alquanto artificiosa e spesso lo specialista, da caso a caso, deve decidere l’opportunità di iniziare o meno un trattamento nelle forme “subcliniche”, prendendo in considerazione diversi altri fattori legati al paziente quali l’età, il volume della tiroide, segni e sintomi di malattia associati.

I segni ed i sintomi legati all’ipotiroidismo sono tanti e molti “aspecifici” e vanno dalla sensazione di stanchezza all’aumento di peso, la stipsi, la pelle secca, la fragilità ungueale, la depressione, la voce rauca, i capelli fini e secchi, l’intolleranza al freddo, l’edema soprattutto intorno agli occhi, la riduzione della frequenza cardiaca (bradicardia).

Diagnosi Diagnosi

La tiroidite cronica autoimmune è contraddistinta da un quadro ecografico tiroideo caratterizzato dell’”ipoecogenicità” diffusa cioè la tiroide appare più “scura” che di norma e dalla disomogeneità strutturale con quadri “pseudonodulari” (cioè che simulano la presenza di noduli che in realtà non ci sono) ed un’alterazione di alcuni parametri del sangue che sono appunto la presenza degli anticorpi anti-tiroide (AAT, anticorpi anti-tireoglubulina e AbTPO, anticorpi contro le “tireoperossidasi”).

La presenza di questi anticorpi va verificata solo al momento della diagnosi; in seguito, nel corso del follow-up della malattia, tranne in casi particolari, non devono essere più dosati e comunque il loro livello nel sangue (detto ”titolo anticorpale”) non indica se la tiroide funziona bene o male o la gravità della tiroidite.

In presenza di familiarità per tiroidite autoimmune e/o al comparire di qualcuno dei segni-sintomi di malattia, è sicuramente indicato eseguire un banale test (prelievo del sangue) per verificare il funzionamento tiroideo e la eventuale presenza in circolo degli auto-anticorpi.

Rischi Rischi

L'ipotiroidismo spesso è una condizione clinica scoperta per caso. Una diagnosi precoce potrebbe evitare e risolvere i sintomi che spesso il paziente attribuisce ad altro come l'aumento di peso, la stanchezza, il gonfiore, la fragilità ungueale, la stipsi, la fragilità e la caduta dei capelli. 

Particolare importanza riveste lo screening di quelle donne che programmano una gravidanza, poiché un ipotiroidismo non diagnosticato durante la gestazione può essere potenzialmente nocivo per il feto.

La maggioranza dei dati epidemiologici e clinici mostrano che la terapia sostitutiva tiroidea nella forme iniziali, ha ripercussioni positive anche sul fronte cardiovascolare nei soggetti di età intermedia, ma non in quelli di età avanzata. Quindi è opportuno sottolineare che il “range” normale del TSH è in stretta dipendenza anche con l’età del paziente.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

La terapia “standard” è oggi rappresentata dall'ormone tiroideo (la L-tiroxina), assunta per bocca. Essendo la malattia “cronica” la terapia nella maggioranza dei casi sarà cronica. In ogni caso, se le dosi saranno adeguate, la terapia non determinerà alcun effetto collaterale, essendo la L-tiroxina in pillole del tutto analoga all’ormone naturale.

La terapia d’associazione L-T4 + L-T3 (triiodotironina) deve essere ancora considerata una terapia “sperimentale” da poter essere provata nei pazienti con persistenza di sintomi attribuibili ad ipotiroidismo sebbene con livelli di TSH nella norma; una possibile spiegazione del fabbisogno di T3 potrebbe risiedere nel fatto che alcuni pazienti presentano dei polimorfismi nei trasportatori degli ormoni tiroidei e delle desiodasi per cui tenderebbero ad avere valori più bassi di T3.

Il monitoraggio terapeutico verrà di solito effettuato a cadenza annuale in assenza di circostanze che potrebbero diversificare il fabbisogno ormonale nel breve termine (come per es. la gestazione, le rapide variazione nel peso corporeo o problemi gastro-intestinali che potrebbero compromettere l’assorbimento del farmaco).

Dr. Giuseppe Papa
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