Prostatite

Dr. Giorgio Federico
A cura del Dr. Giorgio Federico
Urologo

Cos'è Cos'è

La prostatite viene definita come la condizione patologica in cui si ha una flogosi o meglio un'infiammazione della ghiandola prostatica e delle aree circostanti. Tra le patologie urologiche è la più comune malattia genito-urinaria nella fascia di età tra i 18 e 50 anni; almeno il 50% degli uomini ha un episodio di prostatite nel corso della vita; una buona percentuale di prostatite acuta si cronicizza.

Tale condizione patologica determina nella maggior parte dei casi una situazione clinica sintomatologica fastidiosa, dolorosa ricorrente, che influisce negativamente sulla qualità di vita. Infatti, i pazienti affetti da prostatite nella fase acuta come nella cronica attiva, presentano una sintomatologia algica, talmente intensa, che ne compromette l'attività lavorativa e di relazione. La letteratura scientifica recente, ha dimostrato come in questi pazienti, la qualità di vita è simile a quella dei pazienti con infarto miocardico recente o con morbo di Crohn in fase attiva.

In rari casi, questa patologia è asintomatica, per cui apparentemente non ha alcun segno sintomatologico. Non è infatti raro, che il paziente possa essere affetto da prostatite infiammatoria asintomatica e non avere alcun sintomo, comunque la sua condizione clinica, può essere diagnosticata nel corso di esami medici clinici e strumentali, eseguiti per altre patologie del tratto urinario o riproduttivo.

Non è raro che i pazienti affetti da prostatite possano andare incontro a disfunzione erettile, diminuzione della libido, depressione e non ultimo infertilità.

Cause Cause

La prostatite può avere svariate cause, che spesso non sono facili da identificare. Si associa frequentemente all’ipertrofia prostatica benigna, nei casi in cui vi è uno stato di pseudo-ritenzio o ritenzione cronica, condizione patologica che favorisce l'insorgenza di infezioni e quindi di processi infiammatori.

Tra le altre cause accertate, che determinano l'insorgenza della prostatite si annoverano:

  • Il cateterismo vescicale eseguito in modo non asettico;
  • l'attività lavorativa e non che prevede sforzi fisici intensi a vescica piena;
  • il diabete;
  • la stitichezza;
  • la prolungata eccitazione sessuale senza sfogo.
  • Alcuni sport, quali il ciclismo e l'equitazione.

È necessario pertanto, al fine di individuare i vari stati clinici e le cause della prostatite, indicarne la classificazione:

Classificazione NIH-NIDDK (National Institute of Health) :

  • Acuta batterica
  • Cronica batterica
  • Cronica abatterica
  • Sindrome dolorosa pelvica cronica
  • Infiammatoria asintomatica
  1. La prostatite batterica acuta è causata nella maggior parte dei casi da batteri fecali, provenienti dall'intestino il cui più comune è l'Escherichia coli. I fattori favorenti sono in alcuni casi la scarsa igiene, da difese immunitarie non adeguate e da fattori comportamentali (come stress, fumo, alcol, squilibri dietetici e sedentarietà). In questi circostante questi batteri possono colonizzare l'uretra e successivamente raggiungere la prostata. Non è raro che i batteri responsabili di prostatite, giungano alla prostata per via ematica o linfatica da altri distretti o organi dell’intero organismo. 
  2. La prostatite batterica cronica è la conseguenza di un’infezione a livello prostatico, che nonostante il trattamento medico, si caratterizza per le continue ricadute. Questa infiammazione cronica della prostata è dovuta alla proliferazione di batteri, che sono resistenti alla terapia antibiotica, in quanto si posizionano in alcuni distretti prostatici non raggiungibili dalla terapia antibiotica. Un altro fattore favorente la cronicizzazione della prostatite è la presenza di infezioni ricorrenti delle vie urinarie.
  3. La prostatite cronica abatterica, è quella condizione patologica che insorgere anche per cause non infettive ed in tal caso si parla di prostatite non-batterica oppure di prostatite abatterica o di prostatosi. In questo caso, i sintomi possono presentarsi, attenuarsi, regredire e poi ricomparire. Le cause predisponenti l'insorgenza della prostatite cronica sono molteplici:
  • lo stress, sindrome ansiosa, disordini immunitari, malformazioni delle vie urinarie, stipsi, emorroidi, traumi professionali o sportivi e abitudini sessuali;
  • Io stimolo irritativo dovuto a regimi alimentari non corretti e all’eccessiva assunzione di alcool.
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Sintomi Sintomi

La sintomatologia legata alla prostatite, dipende dallo stato clinico in cui viene rilevata e diagnosticata.

Normalmente abbiamo due stadi clinici sintomatologici, a seconda che si tratti di una condizione acuta o cronica. È da precisare che i sintomi comuni ai due stadi clinico patologici sono rilevabili quando compare un'irritazione della vescica, tant'è vero che il paziente riferisce una sintomatologia cistitica caratterizzata:

  • riduzione del mitto;
  • frequenza minzionale;
  • urgenza;
  • stranguria minzionale;
  • febbre;
  • nausea e vomito; 
  • secrezioni uretrali e eiaculazione dolorosa.

Nello stadio cronico, invece, oltre alla sintomatologia disurica irritativa tipica della cistite, si aggiunge una dolenzia sorda e persistente, localizzata nella maggiorparte dei casi in sede perineale, sovrapubica, sacrale e in regione peno-scrotale.

Diagnosi Diagnosi

Al fine di una corretta diagnosi è necessario che il paziente affetto da prostatite, venga inquadrato da uno specialista urologo.

I cardini per una corretta diagnosi comprendono i seguenti step:

  • Anamnesi clinica che ha lo scopo di individuare eventuali notizie cliniche, importanti per individuare la patologia.
  • Analisi clinica dei sintomi e segni che permettono di poterla inquadrare.
  • Esame obiettivo che comprende oltre l'esame fisico, l'esplorazione rettale che permette di valutare le dimensioni, la consistenza e quindi confermare il sospetto di prostatite.

In seguito, a conferma della diagnosticata ipotesi di prostatite, vengono eseguiti i seguenti esami:

  • Test di Stamey che comprende esame colturale urinario e del secreto prostatico, utile al fine di evidenziare una possibile agente infettivo batterico.
  • Ecografia prostatica transrettale, che ha lo scopo di valutare la coesistenza di un processo infiammatorio acuto o cronico.
  • Eventualmente l'esame urodinamico, che ha lo scopo di valutare, quanto i sintomi siano corrispondenti ad una eventuale prostatite o alla patologia ostruttiva legata all'ipertrofia prostatica.

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Rischi Rischi

La prostatite, sia nella fase acuta che cronica, se non accuratamente diagnostica o per lo più trascurata, non è esente da rischi evolutivi.

Il rischio più frequente è il passaggio dalla forma acuta alla forma cronica, con conseguenti disturbi urinari, sessuali (impotenza) e alterazione dello stile di vita compresso quello lavorativo.

Altri rischi a cui un paziente affetto da prostatite può andare in contro a causa della diffusione del processo infiammatorio a livello extra-prostatico sono:

  • Batteremia, che consiste nel processo infiammatorio settico che si diffonde per via ematogena a tutto l'organismo dando uno stato setticemico.
  • Ascesso prostatico, che è la condizione in cui il processo infiammatorio è talmente violento da sovvertire completamente la ghiandola prostatica, determinando una raccolta settica intraprostatica, che può determinare uno stato setticemico.
  • Epididimite, condizione clinica in cui si ha il passaggio di batteri attraverso la prostata a livello gonadico, in particolare a livello epididimario, a cui può seguire il coinvolgimento dell'intero testicolo, per cui si ha la condizione di orchiepididmite.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Nel trattamento della prostatite, la terapia comprende trattamenti diversi a seconda che si tratti di una forma acuta o cronica.

Il cardine del trattamento della prostatite è la terapia antibiotica, che trova il suo utilizzo soprattuto nella forma acuta, solo e soltanto quando gli accertamenti colturali, dimostrano la presenza di microrganismi batterici. Oggi il trattamento della prostatite si avvale di diversi tipi di antibiotici che devono tenere conto delle caratteristiche di diffusione a livello della ghiandola prostatica.

I farmaci che hanno dato, secondo i dati scientifici, una maggiore risposta con tassi di eradicazione fino al 90% sono i Chinolonici e i sulfamidici. Il tempo di somministrazione è importante, tant'è vero che al fine dell'eradicazione batterica è necessaria una somministrazione per almeno 4-6 settimane.

La terapia antibiotica trova un ruolo anche nella forma cronica. Tuttavia, la sua efficacia è legata alla reiterata somministrazione di antibiotici nel tempo.

La terapia alfalitica è utilizzata sia nella forma acuta che cronica, in quanto ha azione diretta e immediata nel lenire i disturbi urinari con un rapido sollievo.

Le altre terapie di supporto che vengono utilizzate in entrambe le forme, acute e croniche, comprendono:

  • Fitofarmaci a base di serenoa repens, pigeum africanum; ortica e semi di zucca, quercitina, estratto di polline,che hanno un effetto antiedemigeno e decongestionante.
  • Antifiammatori (Fans e Cortisonici), che hanno funzione antalgica e decongestionante.
  • Massaggio prostatico che si esegue con un dito nel retto, e ha lo scopo di drenare la prostata e lenire la sintomatologia dolorosa.
  • Biofeed-back del piano perineale che ha lo scopo di lenire e rilassare il piano perineale.
  • Cambiamento di stile di vita.
  • Dieta alimentare.
Dr. Giorgio Federico
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