Miopia

Dr. Giorgio Delorenzi
A cura del Dr. Giorgio Delorenzi
Oculista

Cos'è Cos'è

La miopia è una ametropia molto diffusa che incide nel 20% circa della popolazione mondiale. L'occhio è assimilabile a una macchina fotografica, in modo tale da paragonare la cornea e il cristallino all'obiettivo e la retina alla pellicola. Se esiste un giusto rapporto tra il potere refrattivo della cornea e del cristallino e la lunghezza del bulbo oculare l'immagine formata dalla luce che entra nell'occhio stesso si forma nitida; nel caso in cui l'occhio sia troppo lungo o corto l'immagine formata sarà sfocata.

Nel caso della miopia il bulbo oculare risulta troppo lungo e quindi l'immagine formata dai raggi di luce in ingresso nell'occhio risulta posizionata anteriormente rispetto alla retina e quindi sfuocata; maggiore è la lunghezza del bulbo, più anteriore risulterà la posizione dell'immagine rispetto alla retina e quindi l'immagine percepita più sfocata.

Per ovviare a questa situazione è possibile spostare la posizione del fuoco dell'immagine anteponendo una lente di potere divergente (in ottica si indica in diottrie negative) tanto più efficace o potente quanto maggiore è la lunghezza dell'occhio: maggiore sarà la lunghezza e maggiore sarà il potere in diottrie necessario per percepire l'immagine nitida.

Si parla di miopia lieve sino alle 3 diotrie, di grado medio tra le 3 e le 6 diottrie, di grado elevato oltre le 6 diottrie. Si parla invece di miopia maligna quando il difetto di refrazione è associato ad alterazioni della retina.

Cause Cause

La miopia trova le sue cause in una predisposizione genetica ed è strettamente legata all'accrescimento corporeo. Ecco perché alla nascita non è frequente riscontrare miopia che invece insorge nell'adolescenza, aumentando fino alla maturità. Naturalmente sono possibili quadri in cui la miopia si sviluppa anche alla nascita o nella prima infanzia. Non rari sono altri casi causati non dall'accrescimento del bulbo oculare ma dall'aumentato potere di convergenza del cristallino che si nota prevalentemente in condizioni di cataratta.

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Sintomi Sintomi

Il miope lamenta di vedere male gli oggetti e le figure posizionate a distanze superiori ai 3 metri. Caratteristica è la difficoltà nel guidare, vedere la televisione o uno spettacolo al cinema o ancora, per i ragazzi, seguire una lezione alla lavagna così come frequente è l'atteggiamento compensatorio di strizzare gli occhi nel tentativo di ridurre la profondità di campo e migliorare la qualità della visione.

Diagnosi Diagnosi

La diagnosi viene eseguita con l'esame della refrazione supportato da esami strumentali come l'autorefrattometria, l'ecobiometria e la topografia corneale.

Importante per il paziente miope è sottoporsi sempre all'esame del fondo oculare per esplorare lo stato di salute della retina.

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Rischi Rischi

Nel caso di miopie asimmetriche nei due occhi esiste la possibilità che un occhio diventi pigro rispetto all'altro.

Ma il rischio maggiore per il paziente miopie è quello di associare al difetto refrattivo una degenerazione della retina che può coinvolgerne la periferia, con un processo di assottigliamento progressivo (che può arrivare sino a provocare fori o lacerazioni predisponenti il distacco di retina), o l'area centrale con processi di maculopaia miopica particolarmente grave e invalidante.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

La miopia viene trattata con soluzioni ottiche che prevedono l'uso di lenti di occhiali o lenti a contatto. Ugualmente efficaci sono le tecniche chirurgiche che prevedono di intervenire sulla cornea o sul cristallino.

Nel primo caso si esegue una chirurgia destinata a ridurre la curvatura della cornea; sino agli anni '90 sono stati praticati interventi a carattere incisionale (cheratotomia radiale) che prevedevano di ridurre la curvatura della cornea attraverso l'indebolimento della cornea stessa, per mezzo di incisioni eseguite con il bisturi di diamante; tale tecnica è risultata abbastanza efficace ma spesso poco precisa, lasciando residui o ipercorrezioni fastidiose. Poi con l'avvento del laser a eccimeri si è passati a correggere la curvatura della cornea tramite un appiattimento eseguito con un'ablazione della parte centrale.

Le due tecniche prevalentemete usate sono la cheratectomia fotorefrattiva (PRK ) o cheratomileusi in situ laser assistita (LASIK), tecnica eseguita combinando l'uso del laser a eccimeri con un microcheratomo automatizzato che prepara una sorta di lamella corneale a sportello, ultimamente perfezionata dal laser a femtosecondi che sostituisce con maggiore precisione la funzione del microcheratomo. Nuovi impulsi sono stati offerti dalla tecnica relex smile che consiste tramite l'uso del laser a femtosecondi di asportare un lenticolo di tessuto dall'interno della cornea. 

Nel caso in cui si voglia intervenire sul cristallino, è possibile sostitutire il cristallino naturale con uno artificiale con un potere prestabilito, tale da neutralizzare le diottrie presenti o addirittura introdurre un cristallino artificiale davanti a quello naturale, neutralizzando il difetto refrattivo e risparmiando l'attività accomodativa del cristallino naturale.

Tutti questi interventi vengono eseguiti in maniera rapida non traumatica senza ricovero e in anestesia topica e/o locale; anche i costi della gestione della intera procedura chirurgica è oggi molto contenuta e paragonabile all'equivalente di somma spesa per occhiali e lenti a contatto nell' arco di 2 o 3 anni.

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