Gonalgia

Dr. Aldo Ruocco
A cura del Dr. Aldo Ruocco
Neurologo

Cos'è Cos'è

La gonalgia è la sintomatologia dolorosa localizzata in una o più parti del ginocchio; essa è indipendente dal sesso e dall’età, non si manifesta solo negli anziani ma può colpire anche persone giovani (in soprappeso), o coloro che praticano intensa attività sportiva.

Il ginocchio, complessa articolazione alla cui formazione concorrono femore, tibia, fibula, rotula, due menischi, capsula fibrosa e membrana sinoviale, è sottoposto a costante usura perché regge il peso del corpo sia in posizione eretta che durante la deambulazione e la sua stabilità è data da quattro legamenti molto robusti che si oppongono ai movimenti di rotazione della tibia rispetto al femore:

  • Due legamenti collaterali (mediale e laterale)
  • Due legamenti crociati (anteriore e posteriore)

Cause Cause

Grazie alle continue sollecitazioni alle quali è sottoposto, il ginocchio può andare incontro a varie condizioni patologiche di tipo traumatico, degenerativo, infiammatorio.

In seguito a trauma possono verificarsi:

  • Lesioni meniscali: frequenti, soprattutto quelle a carico del menisco mediale; le lesioni al menisco laterale insorgono di solito per malformazioni congenite.
  • Lesioni legamentose: meno frequenti delle lesioni meniscali; sono più colpiti i legamenti collaterali mediali; frequenti anche le lesioni ai crociati.
  • Fratture delle ossa del ginocchio.

Molto frequenti sono le forme infiammatorie (tendinite, borsiti, artriti); queste ultime, se persistenti nel tempo, possono evolvere nella forma degenerativa cronica (gonartrosi), nella quale sono presenti degenerazione e assottigliamento delle cartilagini del femore e della tibia, che vanno incontro ad usura per il continuo sfregamento.

  • Gonalgia è presente anche nell’instabilità femoro-rotulea che è caratterizzata da:
  • Malallineamento o displasia della rotula e/o della troclea femorale (rotula e femore sono a contatto a partire dai 15°-20° di flessione e sino alla flessione articolare completa).
  • Anormalità di forma e/o di posizione della rotula con suo alterato scorrimento nel solco trocleare.

 Le lesioni cartilaginee che si determinano in questa sindrome possono essere classificate in tre gradi (Outerbridge 1964):

  • I grado: presenza di rammollimento e rigonfiamento minore di ½ pollice; la cartilagine si presenta opaca, giallognola, anelastica alla pressione.
  • II grado: la cartilagine si presenta frammentata, fissurata, con rigonfiamento maggiore di ½ pollice; è presente una sua , degenerazione a zolle, con sintomatologia dolorosa e scricchioli articolari. 
  • III grado: presenza di erosione e fissurazioni cartilaginee che raggiungono l'osso subcondrale associati a distacchi di frammenti ossei.

A seconda dell’instabilità rotulea si avrà:

  • I grado: la rotula si presenta lateralizzata per l'aumento dell’angolo Q, (durante la contrazione della muscolatura estensoria, si crea una piccola area di contatto tra la superficie articolare rotulea e quella trocleare, determinante iperpressione laterale).
  • II grado: presenza di accentuata inclinazione della rotula o sua sublussazione (ispessimento e retrazione del retinacolo laterale associato ad un inspessimento capsulare). Questa situazione determina, nel corso della flessione del ginocchio un' inclinazione rotulea che esita in una iperpressione laterale.
  • III grado: lussazione della rotula, condizione grave che conduce ad una seria e progressiva sofferenza della cartilagine articolare.

In essa l’indagine radiografica mostra scarse note di artrosi sia dei condili femorali che di quelli tibiali, diversamente da quanto si evidenzia nelle forme artrosiche che colpiscono le superfici articolari di tibia e femore.

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Sintomi Sintomi

I sintomi dolorosi a carico del ginocchio sono numerosi e variabili in relazione alle cause che lo hanno determinato; comunemente si verifica:

  • Rigidità e difficoltà ad estendere e flettere la gamba
  • Gonfiore
  • Arrossamento per versamenti e lacerazioni interne
  • Difficoltà a sostenere il peso corporeo durante la deambulazione
  • Scricchiolii quando l’articolazione è in movimento

Il dolore può presentarsi in varie zone del ginocchio: 

Dolore anteriore: da interessamento della rotula (sindrome femoro-rotulea), con instabilità dell’articolazione ed erosione precoce della cartilagine.

Dolore posteriore: per infiammazione tendinea o del muscolo popliteo, conseguenza di un sovraccarico funzionale causato da errori posturali, per sforzi eccessivi o per la presenza di cisti di Backer (cisti che si formano in corrispondenza della linea intermedia della fossa poplitea che si possono sentire al tatto durante la flessione); frequenti in età giovanile o dopo i 50 anni. 

Dolore mediale: per una lesione a carico del menisco o del legamento collaterale mediale, specie negli sportivi, come conseguenza di traumi diretti o indiretti, contusioni, rotazione eccessiva del ginocchio, distorsioni. Oltre a gonalgia nella parte posteriore sono presenti limitazione dei movimenti e gonfiore.

Dolore laterale: per interessamento del legamento collaterale laterale o del menisco laterale. Le lesioni del legamento collaterale laterale si verificano con minor frequenza rispetto a quelle del legamento collaterale mediale e, in genere, sono la conseguenza di un trauma. Negli sportivi la gonalgia nella parte laterale può essere il sintomo della sindrome della benderella ileotibiale (sindrome del corridore).

Dolore sopra il ginocchio: riconducibile a un problema a carico dell’articolazione femoro-rotulea. Le cause più frequenti sono tendinite, sindrome femoro-rotulea e fratture dei condili femorali. Frequente è l’nfiammazione del tendine del quadricipite, specie in coloro che praticano ciclismo e sollevamento pesi ed è causata dall’eccessivo stress a cui è sottoposto il tendine; si accompagna a una sensazione di rigidità.

Nella SFR, oltre al dolore nella parte anteriore dell'articolazione del ginocchio, alla riduzione di ampiezza di movimento e pseudo-blocco articolare di natura antalgica, si possono trovare segni e sintomi caratteristici:

  • Ipotonia e ipotrofia del muscolo quadricipite.
  • Gonfiore spesso localizzato nell'area del recesso sovrarotuleo (per infiammazione del tessuto sinoviale, della borsa sovrarotulea e del cuscinetto adiposo sovrarotuleo).
  • Frequenti episodi di cedimento (imputabili ad inibizione muscolare secondaria a dolore e/o edema articolare).
  • Sensazione di scroscio e crepitio anche senza dolore nel salire o scendere le scale.
  • Dolore in salita, più di quanto non si provi camminando in discesa (dovuto al fatto che il ginocchio sotto carico in salita, raggiunge un angolazione pari a circa 50°, mentre in discesa l'angolo di flessione raggiunge circa gli 80°).
  • Dolore in caso di contrazione isometrica contro resistenza, in un range compreso tra 0 e 20° di flessione.

Diagnosi Diagnosi

L’esame clinico, supportato da esami radiografici in diversi angoli di flessione del ginocchio e da una RMN, può confermare la diagnosi clinica (artrosi, lesioni meniscali etc..).

Due test clinici possono essere utili per diagnosticare una SFR:

  1. Test del "Glide" rotuleo: valuta lo scivolamento della rotula nelle quattro direzioni (mediale-laterale-superiore-inferiore).
  2. Test di apprensione: con il ginocchio a 0° di flessione e, tenendo bloccata la rotula lateralmente, nel momento in cui si chiede al paziente di flettere il ginocchio, la rotula tende a sublussarsi provocando dolore. Altra modalità di questo test è quella di posizionare il ginocchio del paziente a circa 30° di flessione, bloccando lateralmente la rotula con la mano e richiedendo l'estensione della gamba: nei pazienti con grave instabilità questo tipo di manovra provoca “apprensione” e il paziente, in caso di test positivo, o blocca la mano dell'esaminatore, o ritrae la gamba.

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Rischi Rischi

Tra i rischi principali ricordiamo:

  • Alcune attività sportive (come la danza classica), in pazienti con eccessiva extra-rotazione tibiale, possono slatentizzare una SFR.
  • La condropatia rotulea è stata sempre considerata come il primo stadio di una degenerazione artrosica a carico dell'articolazione del ginocchio.
  • Tutte le perturbazioni di una normale rotazione degli arti inferiori, favoriscono l'instabilità rotulea.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

La terapia più adeguata sarà intrapresa solo dopo attenta diagnosi. Le patologie in fase iniziale possono essere trattate con terapie conservative (fisioterapia, tutori, tens, tecar, laser, fans, infiltrazioni); le infiltrazioni di acido ialuronico hanno la funzione di lubrificare un'articolazione ormai "consumata"; esse possono attenuare il dolore ed ostacolare il deterioramento cartilagineo, ritardandone la progressione. Solo in situazioni più complesse si farà ricorso ad artroscopia e/o interventi di chirurgia rigenerativa.

Utili possono essere le ginocchiere stabilizzanti o i nastri Taping (per stabilizzare un ginocchio o per correggere un glide laterale).

È buona norma sottoporre sempre il paziente ad esame posturologico con successivo ed eventuale uso di plantari propriocettivi o ortesici correttivi. 

Per gli anziani e/o per coloro che non possono o che non intendono prendere farmaci, molto utili sono trattamenti con agopuntura associati o meno a quelli mesoterapici con rimedi omotossicologici.

Quella mesoterapica rappresenta una terapia efficace in tutti i pazienti con gonalgia, indipendentemente dalla sua etiologia. Punti e rimedi vengono scelti in relazione ai sintomi presentati dai pazienti e “personalizzati” secondo le direttive omeopatiche /omotossicologiche/agopunturistiche. 

Dr. Aldo Ruocco
A cura del Dr. Aldo Ruocco
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