Gastrite

Dr. Vittorio Riso
A cura del Dr. Vittorio Riso
Chirurgo Generale

Cos'è Cos'è

Spesso si sente parlare di "dolore" alla regione superiore dell'addome, o della particolare difficoltà a "digerire" alcuni cibi fino a quel giorno assunti senza particolari problemi, o altre volte ancora sentiamo molte persone che lamentano una certa "pesantezza" alla regione epigastrica ecc..

Molto spesso, la causa di questi sintomi è una gastrite, che è definita come un’infiammazione acuta o cronica della mucosa dello stomaco, cioè della parte più interna dello stomaco, del suo rivestimento. Tale infiammazione può essere localizzata ad un’area ristretta della mucosa, oppure interessare tutto il viscere.

Si parlerà quindi di gastrite antrale se localizzata alla porzione più distale dello stomaco (più frequente), del corpo o del fondo, se localizzata nelle altre due porzioni.

La gastrite può essere "acuta" o "cronica" a seconda della durata della sintomatologia e dell'eziologia.

Cause Cause

Le cause della patologia sono varie.

Ciò che si mangia, l'abuso di cibi particolarmente dannosi ad esempio i cibi particolarmente acidi o particolarmente piccanti, l'abuso di cibi affumicati. Ciò che si beve, gli alcolici o l'abuso di bevande particolarmente gassate.

L'uso frequente di farmaci, i cosidetti gastrolesivi, come gli antidolorifici e atinfiammatori (FANS), che danneggiano la mucosa gastrica sia a livello topico, cambiando la conformazione del muco rendendolo più permeabile, sia a livello sistemico, inibendo la produzione delle prostaglandine che hanno un ruolo protettivo nei confronti della mucosa gastrica. 

Un ruolo particolarmente importante è inoltre ricoperto dall'ansia e dallo stress, che contribuiscono ad aumentare i livelli di adrenalina che a sua volta aumenta i livelli di acido cloridrico.

Altro aspetto decisivo, e per questo meritevole di essere trattato con più attenzione, è dovuto all'infezione da Helicobacter Pylori. L'H. pylori come agente eziologico della malattia è stata scoperto nel 1981 da Barry Marshall e Robin Warren e universalmente riconosciuto, ormai, come la causa più importante e più frequente della patologia.

 L'Helicobacter pylori danneggia la mucosa gastrica sia in maniera diretta, distruggendo le cellule epiteliali, sia in maniera indiretta tramite la produzione di una tossina, che stimola i linfociti e i macrofagi a produrre le citochine Interleuchina-1 (IL-1), Interleuchina-6 (IL-6), e Interleuchina-8 (IL-8), che daranno il via al processo flogistico.

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Sintomi Sintomi

Le gastriti acute provocano dolore, specie ai quadranti alti dell'addome, nausea, vomito, alcune volte febbre, dispepsia, emorragia, anoressia, tutti sintomi che una volta eliminata la causa scompaiono in pochissimo tempo.

Le gastriti croniche nel 50% dei casi sono asintomatiche ed il primo sintomo è spesso dovuto ad una complicazione.

La più frequente è forse proprio l'anemia, presente nelle gastriti provocate da una infezione da H.Pylori, nella quale si ha una ridotta capacità delle cellule gastriche di assorbire il ferro (anemia microcitica) o per un minore assorbimento di vitamina B12 (anemia macrocitica), o alla comparsa di una ulcera sanguinante. Nel 30% dei casi provocano epigastralgia e nel rimanente 20% compaiono altri sintomi dispeptici.

È inoltre importante sapere che le gastriti possono portare a tre tipi di complicanze maggiori: emorragia, perforazioni e stenosi.

L'emorragia, che può essere latente, è forse la complicazione più pericolosa, capace di causare nel tempo di portare ad anemizzazioni croniche particolarmente gravi con valori di emoglobina bassissimi o massiva e perciò evidente in grado di causare ematemesi (emissione di sangue con il vomito) o melena (la presenza di feci nere).

La perforazione del viscere, in caso di ulcere perforanti caratterizzato da un improvviso forte dolore trafittivo.

La stenosi, assai più rara delle altre due complicanze, si manifesta a livello del piloro con sintomi tipici di nausea e vomito.

Diagnosi Diagnosi

Da quanto abbiamo finora detto, è facile quindi intuire quanto sia importante giungere quanto prima ad una diagnosi.

Sicuramente il metodo più affidabile è riservato alla gastroscopia che consiste nell'introduzione di un gastroscopio all'interno della bocca (o in alcuni casi anche dal naso), che ci permetterà di visualizzare in maniera diretta la mucosa dell'esofago, dello stomaco e del duodeno. 

Il grande vantaggio della gastroscopia è rappresentato oltre che dalla possibilità di effettuare uno studio macroscopico visualizzando appunto direttamente la mucosa (e quindi l'eventuale presenza di ulcere, erosioni o tumori), anche dalla possibilità di effettuare dei prelievi (biopsie) per lo studio microscopico, mettendo cosi in evidenza l'eventuale presenza del H. Pylori o di una gastrite atrofica di tipo autoimmune (GCA), dell'eventuale presenza di una metaplasia ecc. per poter al meglio passare alla risoluzione della infiammazione e quanto prima alla correzione di eventuali sintomi.

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Rischi Rischi

I rischi di una gastrite non curata li abbiamo già in parte elencati prima parlando della sintomatologia, il dolore epigastrico, il sanguinamento, la perforazione, l'anemizzazione, ma un capitolo a parte, proprio per la sua importanza, va lasciato alla possibile evoluzione della Gastrite Atrofica Autoimmune (CGA) nel tumore dello stomaco.

È una infiammazione cronica della mucosa dello stomaco, dovuta a una alterazione del sistema immunitario per il quale si ha una progressiva scomparsa delle ghiandole gastriche, che vengono sostituite da tessuto fibroso e da altre ghiandole che, solitamente, risiedono nell'intestino (metaplasia intestinale).
Come già detto prima, altra evoluzione è l'anemia perniciosa, definita come la carenza di globuli rossi dovuta al mancato o ridotto assorbimento della vitamina B12, causato a sua volta dalla ridotta produzione di Fattore Intrinseco (FI) (un elemento fondamentale per la formazione di nuovi eritrociti). 
Si tratta di una malattia autoimmune, che scaturisce dall'aggressione di alcuni anticorpi, verso le cellule del fondo gastrico deputate alla produzione del FI, la glicoproteina necessaria all'assorbimento della vitamina B12.
Secondo alcuni studi, circa il 6% dei pazienti sarebbe destinato, prima o poi, a sviluppare una neoplasia gastrica.

È ormai accertato che l'infezione da H. Pylori non curata, presenta come possibile evoluzione la Gastrite Cronica Atrofica (CGA) e la sua evoluzione verso la Metaplasia Enteroide.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Dopo averne accertato la causa, la cura della gastrite può essere effettuata mediante la somministrazione di farmaci inibitori della pompa protonica (IPP), capaci di ridurre la produzione di acido cloridrico e di mettere cosi a "riposo"  la mucosa gastrica per il tempo necessario. I principi attivi più comuni sono l'esomeprazolo, il rabeprazolo, il pantoprazolo e l'omeprazolo. Oppure mediante la somministrazione di antiacidi (sali di magnesio e alluminio, magaldrato, ranitidina) o anche protettori della mucosa gastrica come il sucralfato.

In caso di accertata infezione da H. pylori si deve procedere all'eradicazione del batterio, associando 2 antibiotici alla terapia con inibitori di pompa protonica.

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