Cura e terapia diabete gestazionale a Messina

Innanzitutto occorre chiarire cosa si intende per “sovrappeso” e per “obesità”. I dietologi si rifanno a indici “sofisticati” (ad esempio Indice di Massa Corporea) per definire i rapporti tra peso, statura ecc. In modo relativamente “rozzo” possiamo dire che si può parlare di sovrappeso se si supera di 10 kg il proprio peso forma e di obesità quando lo si supera di 20 kg. Sempre per semplificare ed a titolo del tutto indicativo possiamo ritenere che una donna di 160 cm di altezza ha un peso pregravidico relativamente “normale” se compreso tra 55 e 65 kg.

Altrettanto per semplificare si può ritenere normale un aumento di peso nei 9 mesi di gravidanza compreso tra 9 e 13 kg (possibilmente non più di 2-3 kg nel primo trimestre). Tra l’altro, se nel primo trimestre si soffre di nausee e vomito, è relativamente normale non aumentare di peso e spesso si osserva anche una diminuzione di 2-3 kg (che non è peraltro auspicabile) specie se si era partite da un certo sovrappeso.

La gravidanza non è il momento ideale per iniziare una dieta dimagrante. Sarebbe assai meglio pensarci prima! Soprattutto non è il momento migliore per iniziare certe diete astruse che comportano una restrizione eccessiva di certi alimenti. Il rischio di queste diete è di ridurre – oltre all’apporto di carboidrati e grassi – anche di nutrienti essenziali (ed il supporto di integratori può non essere sufficiente). Oltre ad alcuni effetti negativi “immediati” non è da escludere che possano provocare danni di lungo termine (ad esempio, vi sono delle indicazioni che una eccessiva restrizione alimentare in gravidanza possa predisporre all’obesità infantile, poiché il metabolismo del nascituro tende a programmarsi in modo “affamato” e questa programmazione errata perdurerebbe dopo la nascita).

Altrettanto non pensiate che se il feto cresce troppo o troppo poco le misure dietetiche possano influenzarne la crescita (per lo meno entro certi limiti). Un feto “piccolo” può esserlo per costituzione o perché la placenta funziona male. Un feto grosso per “costituzione” si servirà di ciò che gli occorre – a costo di comportarsi come un “parassita” nei confronti dell’organismo della madre anche se digiuna.

Discorso diverso per le gravidanze di donne diabetiche, come si vedrà oltre. Attenzione infine a restringere troppo l’apporto di carboidrati: alla fine si può andare in acidosi, il che può peggiorare nausea e vomito, ed in casi estremi può condurre ad una restrizione patologica dell’accrescimento fetale.

Inoltre le crisi ipoglicemiche prolungate (indicativamente quando si scende sotto a 60mg % di glucosio nel sangue) possono essere rischiose per madre e feto.

È comunque indispensabile controllare assiduamente il peso (pesatevi due volte alla settimana, sulla stessa bilancia, alla stessa ora del giorno) segnalate tempestivamente al medico aumenti o diminuzioni improvvise (ad esempio +2 chili in pochi giorni – può essere un segno di ritenzione idrica).

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