Diabete gestazionale

Dr. Claudio Stefano Zanno
A cura del Dr. Claudio Stefano Zanno
Ginecologo

Cos'è Cos'è

Innanzitutto occorre chiarire cosa si intende per “sovrappeso” e per “obesità”. I dietologi si rifanno a indici “sofisticati” (ad esempio Indice di Massa Corporea) per definire i rapporti tra peso, statura ecc. In modo relativamente “rozzo” possiamo dire che si può parlare di sovrappeso se si supera di 10 kg il proprio peso forma e di obesità quando lo si supera di 20 kg. Sempre per semplificare ed a titolo del tutto indicativo possiamo ritenere che una donna di 160 cm di altezza ha un peso pregravidico relativamente “normale” se compreso tra 55 e 65 kg.

Altrettanto per semplificare si può ritenere normale un aumento di peso nei 9 mesi di gravidanza compreso tra 9 e 13 kg (possibilmente non più di 2-3 kg nel primo trimestre). Tra l’altro, se nel primo trimestre si soffre di nausee e vomito, è relativamente normale non aumentare di peso e spesso si osserva anche una diminuzione di 2-3 kg (che non è peraltro auspicabile) specie se si era partite da un certo sovrappeso.

La gravidanza non è il momento ideale per iniziare una dieta dimagrante. Sarebbe assai meglio pensarci prima! Soprattutto non è il momento migliore per iniziare certe diete astruse che comportano una restrizione eccessiva di certi alimenti. Il rischio di queste diete è di ridurre – oltre all’apporto di carboidrati e grassi – anche di nutrienti essenziali (ed il supporto di integratori può non essere sufficiente). Oltre ad alcuni effetti negativi “immediati” non è da escludere che possano provocare danni di lungo termine (ad esempio, vi sono delle indicazioni che una eccessiva restrizione alimentare in gravidanza possa predisporre all’obesità infantile, poiché il metabolismo del nascituro tende a programmarsi in modo “affamato” e questa programmazione errata perdurerebbe dopo la nascita).

Altrettanto non pensiate che se il feto cresce troppo o troppo poco le misure dietetiche possano influenzarne la crescita (per lo meno entro certi limiti). Un feto “piccolo” può esserlo per costituzione o perché la placenta funziona male. Un feto grosso per “costituzione” si servirà di ciò che gli occorre – a costo di comportarsi come un “parassita” nei confronti dell’organismo della madre anche se digiuna.

Discorso diverso per le gravidanze di donne diabetiche, come si vedrà oltre. Attenzione infine a restringere troppo l’apporto di carboidrati: alla fine si può andare in acidosi, il che può peggiorare nausea e vomito, ed in casi estremi può condurre ad una restrizione patologica dell’accrescimento fetale.

Inoltre le crisi ipoglicemiche prolungate (indicativamente quando si scende sotto a 60mg % di glucosio nel sangue) possono essere rischiose per madre e feto.

È comunque indispensabile controllare assiduamente il peso (pesatevi due volte alla settimana, sulla stessa bilancia, alla stessa ora del giorno) segnalate tempestivamente al medico aumenti o diminuzioni improvvise (ad esempio +2 chili in pochi giorni – può essere un segno di ritenzione idrica).

Cause Cause

L’obesità può essere dannosa per madre e feto. Per quanto riguarda la madre aumenta significativamente il rischio cardiovascolare ed in particolare il rischio di Ipertensione Gestazionale e questa può danneggiare seriamente il feto (vedi Informativa specifica).

Vi sono tuttavia da prendere in considerazione altri problemi: ad esempio peggioramento di problemi articolari, artrosici ecc. anche certi “effetti collaterali estetici” (cellulite, smagliature…) ed inoltre se doveste essere sottoposte ad interventi chirurgici (ad es. Taglio Cesareo) aumenta il rischio chirurgico – soprattutto trombo/ embolie - ma anche la possibilità di cattiva guarigione delle ferite.

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Sintomi Sintomi

Per quanto riguarda il diabete occorre distinguere tre situazioni abbastanza diverse tra di loro:

Diabete preesistente alla gravidanza: si tratta in genere di soggetti che hanno manifestato il Diabete in età infantile o adolescenziale. Spesso non è dovuto a cause eredo-familiari, essendo in genere legato a gravi stress fisici e soprattutto infezioni virali. In genere è una forma di diabete insulino – dipendente. Un tempo era considerato addirittura una controindicazione alla gravidanza, oggi le moderne terapie non rappresenta più uno scoglio insormontabile ed occorre ribadire che non trattandosi in genere di una forma familiare, non predispone il nascituro ad ammalarsi (sempre che la madre sia stata trattata adeguatamente).

Può causare un eccessivo aumento di peso del feto (macrosomia) ma anche restrizione patologica dello sviluppo (specie nei casi in cui il diabete sia scarsamente compensato, abbia causato danni vascolari materni o si associ ad Ipertensione della Gravidanza, della quale il diabete rappresenta un fattore predisponente). In queste donne si osserva anche un discreto incremento del rischio di malformazioni (specie cardiache o spina bifida) per cui sarebbe di indicazione eseguire sistematicamente un’ecografia cosiddetta di 2° livello intorno alle 20 settimane. In genere il fabbisogno di insulina aumenta specie nei primi mesi di gravidanza (gli antidiabetici orali sono sconsigliati)

Il diabete gestazionale è una forma di diabete che esordisce durante la gravidanza. In genere si instaura in soggetti che presentano fattori predisponenti (obesità, familiarità, nelle donne che hanno avuto molte gravidanze, oltre i 35 anni, nelle gravidanze gemellari). Spesso ci si accorge di tale patologia per un eccessivo accrescimento del feto (anche se in altri casi può accadere il contrario), o per alterazione della glicemia o presenza persistente di glucosio nelle urine. Si deve però rammentare che talvolta la glicemia basale (a digiuno) può non essere significativamente aumentata anche in donne che hanno nel corso della giornata una glicemia francamente elevata. In rari casi si manifesta con vero e proprio “Coma Diabetico” inaspettato.

È una patologia relativamente subdola: spesso viene diagnosticata solo dopo che si sono riscontrati disturbi dell’accrescimento fetale, o anche solo in occasione di esami di routine. Per questo motivo questa forma – erroneamente ritenuta meno grave – può condurre a danni fetali o materni rilevanti, proprio perché ha avuto modo di “far danno” per un lungo periodo, prima che si instaurino le terapie adeguate. La terapia si basa su rigide misure dietetiche, ma talvolta si deve ricorrere all’insulina.

È opportuno dire che in tutte le forme di diabete conclamato – preesistente o no – è sempre importantissimo evitare sbalzi troppo bruschi della glicemia – in altre parole è necessario perseguire il compenso ottimale ed il più possibile stabile. Più che il livello di glicemia “medio” contano i picchi ripetuti ed irregolari - ma anche gli episodi di ipoglicemia non sono privi di rischio. Il controllo ottimale della glicemia riduce anche il rischio di “feti grossi” (macrosomi). Questo è importante per diversi motivi: si riducono i rischi del parto vaginale e si prevengono certi problemi metabolici (ipoglicemia) del neonato (e comunque un neonato “grosso” non sempre è un neonato “sano”).

Ridotta tolleranza ai carboidrati. Possiamo considerarla una forma più sfumata di diabete gestazionale e la linea di confine è molto labile (spesso molti medici non fanno alcuna differenza tra l’una e l’altro). In questo caso la Glicemia basale è sostanzialmente normale, ma tende ad aumentare eccessivamente dopo l’assunzione di carboidrati. E’ una condizione che non si manifesta con sintomi specifici (eccessivo aumento di peso, modesti problemi di accrescimento fetale ecc.), e, come si è detto, non viene rivelata dalla determinazione della glicemia basale. Per svelare questa condizione si effettua la determinazione della glicemia – uno o più prelievi – dopo aver somministrato un “carico” standard di Glucosio.

Nota: secondo alcuni sarebbe opportuno sottoporre a questo test tutte le gravide, secondo altri limitare il test solo a quelle con storia familiare o personale “a rischio”. Dal momento che alcuni fattori di rischio nel tempo sono indubbiamente aumentati nella popolazione cosiddetta “normale” (età media al concepimento sempre più avanzata, alimentazione sempre più “ricca”, abitudini alimentari a rischio, dieta “fast food” ecc) sembrerebbero aumentare le indicazioni a favore di una diffusione “a tappeto” di questi test.

Cure e Trattamenti Cure e Trattamenti

Per quanto riguarda la prevenzione:

  • Nel limite del possibile non iniziate una gravidanza in sovrappeso.
  • Segnalate al medico tutti i casi di diabete nella vostra linea familiare. Ricordate che sono più significativi casi di diabete insorti nella mezza età non insulino-dipendenti piuttosto che singoli casi di diabete giovanile insulino-dipendente.
  • Pesatevi due volte alla settimana. L’aumento di peso ottimale è di 9 – 13 kg nel corso di tutta la gravidanza (evitate comunque di aumentare troppo di peso nel primo trimestre). Segnalate subito al medico aumenti di peso improvvisi e di rilevante entità.
  • Limitate l’assunzione di grassi e carboidrati. Ma evitate nel contempo diete “drastiche”. In linea di massima dovete assumere al minimo 70 o anche 100 grammi di carboidrati al giorno solo per evitare l’acidosi. Comunque pane, pasta, patate – in quantità “ragionevoli” - vanno meglio dei “dolci” (che provocano un “picco” di glicemia). Evitate snacks, merendine ecc. Evitate alcolici, fumo. Attenzione alcuni frutti estivi (albicocche, uva, fichi) sono molto ricchi di zuccheri – limitatene l’assunzione. Bevete molto… ma fate attenzione a cosa!
  • Evitate i dolcificanti “alternativi”, le “palline”, ma attenzione anche a quelli detti “naturali”. Il miele è un’alternativa ma non fa miracoli. Il fruttosio secondo alcuni nutrizionisti peggiora le cose!
  • In gravidanza sono ovviamente vietati tutti i farmaci “dimagranti”. Taluni “pasti sostitutivi” possono essere impiegati ma solo sotto controllo medico.
  • Se fate uso di ormone tiroideo per compensare un ipotiroidismo potete – anzi dovete – proseguire la terapia. È però necessario consultare spesso l’endocrinologo per “aggiustare” il dosaggio.
  • Controllate spesso la pressione. Con una certa frequenza Diabete Gestazionale ed Ipertensione Gestazionale “vanno a braccetto”.

Note

  • Il contenuto di questa scheda informativa ha fini esclusivamente divulgativi.
  • La trattazione è stata redatta tenendo conto solo di acquisizioni scientifiche con valore di evidenza, Pareri di Autorevoli Esperti, Prassi Consolidate e Condivise dalla maggioranza della Comunità Scientifica. Tuttavia si riferiscono anche Opinioni Personali dell’estensore che potrebbero discostarsi in parte da quelle di pur Autorevoli Colleghi (queste opinioni personali peraltro sono sempre evidenziate come tali).
  • Le Schede informative non hanno la pretesa di esaurire le problematiche relative a ciascun argomento.
  • Alcuni aspetti di questo argomento Non sono stati volutamente trattati poiché chiamano in causa anche le Linee Guida che si danno le diverse Strutture Sanitarie (spesso tra loro discordanti, talvolta espressione di contingenze locali, altre volte frutto di una lettura personale del problema da parte dei Responsabili Operativi) e ciò potrebbe ingenerare conflitti di opinione.
  • Quanto esposto non dovrà mai essere in alcun caso inteso come una guida all’Autodiagnosi o all’Automedicazione né come traccia per giudicare dell’operato di altri Sanitari.

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