VES o velocità di sedimentazione/eritrosedimentazione è la velocità con la quale, durante l’esame di laboratorio, i globuli rossi cadono una volta che il sangue è reso incoagulabile; poi viene posto in una provetta in posizione verticale. La misura della distanza tra il livello iniziale del sangue e la parte superiore degli eritrociti sedimentati dopo un dato periodo di tempo, esprime la velocità di eritrosedimentazione.

I valori indicati con questo esame possono indicare una probabile infiammazione o infezione da accertare; sia nei valori bassi o troppo bassi che nei valori alti o troppo alti, la Ves va correlata ad altre voci; quando tutti gli altri risultati rientrano nella norma, il valore è da considerare aspecifico (un’influenza o una malattia infettiva pregressa che lascia qualche traccia). Le preoccupazioni però possono derivare, nel caso in cui risultano altre anomalie associate magari a forme patologiche infettive o croniche.

Di conseguenza, la ves non è mai chiesta da sola, ma è considerata insieme al dosaggio della proteina C reattiva, agli anticorpi antinucleo, al fattore reumatoide, il fibrinogeno, l’emocromo completo.  

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Cosa si pensa in caso di Ves bassa o Ves alta?

I globuli rossi normalmente dovrebbero rimanere sospesi e separati gli uni dagli altri in virtù di una membrana che impedisce la formazione di grumi (rouleaux). Se la componente proteica del plasma è normale, anche le emazie svolgono la giusta funzione; quando, al contrario, il fibrinogeno e la proteina C reattiva sono molto concentrate, gli specialisti pensano ad una condizione flogistica che può essere causata da un virus, da infezioni croniche, da malattie reumatiche, o infine da neoplasie maligne con metastasi.

I valori normali oscillano nell’uomo under 50 da 0 a 13 e over 50 tra 0 e 19; nella donna under 50 0-21 ed infine over 50: 0-28.

Se i valori sono più bassi rispetto a quelli sopra indicati, le cause potrebbero essere: un tipo di anemia, la policitemia, problemi cardiaci o epatici (il fegato deve preoccuparsi della sintesi delle proteine del plasma) o anche malnutrizione; si aggiunge poi che alcuni farmaci come l’aspirina, i corticosteroidi (a base di cortisone) o il chinino possono far alterare verso il basso la VES. Un’altra possibilità è data dalla disidratazione dell’organismo.

Quando la VES è alta si pensa immediatamente ad un’infezione o infiammazione in corso, la cui natura va indagata meglio per non creare falsi allarmi. Oltre all’infiammazione in atto, potrebbe esservi una flogosi da cui si è guariti, un trauma che porta ad una necrosi del tessuto, anemia grave. Vanno poi menzionate alcune malattie linfo proliferative con un’alta concentrazione di immunoglobuline o una gravidanza.

La velocità o la lentezza dipende anche dalla forma dei componenti dei globuli ovvero dalla grandezza degli sferociti o dei microciti, che influenzano le emazie e determinano una bassa o un’alta velocità di sedimentazione.

Altre alterazioni possono spiegarsi se si assume destrano, la metildopa, i contraccettivi orali, la penicillamina procainamide, la teofillina e la vitamina A. Una precisazione è utile per le donne, perché le mestruazioni e la gravidanza possono rappresentare un motivo per il rialzo del parametro.

Perché viene indicato questo esame?

Talvolta anche alcuni sintomi quali mal di testa, dolori articolari (arti superiori ed inferiori), dolore nell’area genitale, l’anemia, inappetenza, inspiegabile perdita di peso, articolazioni rigide. È un test che va esaminato dal clinico medico che valuterà ulteriori accertamenti inclusa la TAC o la RNM, dopo aver operato un esame obiettivo, ascoltato il paziente e aver appurato tutta la sintomatologia e la ricorrenza di stato di stanchezza, nonchè la perdita repentina di peso. Verrà palpato l’addome, sentito il cuore, esaminato il torace.

In caso di dubbio, si procederà con esami diagnostici come l’ecografia addominale o con quelli più invasivi menzionati sopra.

Conclusioni

La velocità di eritrosedimentazione elevata mette in ansia il paziente e, a dura prova, il clinico medico, poiché la diagnosi non è mai troppo semplice.

Nel caso di un processo flogistico acuto o cronico riattivato, è agevole risalire alle cause, ma nel 30% sono occulte e la soluzione del caso può essere a tempo indeterminato. In quest’ultimo caso viene in aiuto la cosiddetta terapia “ex adiuvantibus” unita a quella antibiotica a largo spettro.

Se dovesse fallire questa terapia, non rimane che aspettare e vedere cosa succede (chiamata terapia del wait and see); se l’insieme dei sintomi regredisce spontaneamente, vorrà dire che il paziente può guarire da solo, poiché le cause non sono gravi, ma, se vi sono peggioramenti o compaiono altri sintomi, lo specialista può trovare con più tranquillità la soluzione più idonea al caso.

Ribadiamo che l’alterazione della sola VES non deve suscitare apprensione, in quanto la mente va verso la paura di avere una neoplasia con metastasi e si prenota il chirurgo oncologo; forse si ignora che la VES alta potrebbe non avere un significato particolare ed essere aspecifica. Allo stesso modo, la VES bassa può essere indice di una forma di anemia o altro, ma basta recarsi dall’angiologo, dall’ematologo o dal cardiologo che vi sapranno dire se intervenire e come. Residui o forme virali, come la mononucleosi, la tubercolosi o altre malattie infettive rimangono nel sangue per diverso tempo, dopo la guarigione e la ripresa delle attività e, quindi, i valori sono alterati.

Spetta al clinico medico consigliarvi terapie farmacologiche o di altro tipo o raccomandarvi eventuali esami integrativi e diagnostici (ecografia addominale, TAC o RNM, ECG) in caso di forti dubbi. Chi non mai avuto un trauma o non è mai stato affetto dal virus influenzale, chi non si è sentito un senso di spossatezza, o ha sofferto di un dolore articolare. Cercate di prevenire con esami di routine, in caso dei dolori indicati in precedenza, recatevi dal clinico medico, dall’ortopedico, dal ginecologo a seconda della zona interessata per capire cosa vi affligge e non allarmatevi per problemi facilmente risolvibili attraverso lo specialista o spontaneamente.

FONTE: Interpretazione clinica degli esami di laboratorio, a cura di Roland A. Sacher