Un dolore alle mani o alla mano potrebbe essere stato causato semplicemente da un piccolo trauma. Se, però, non avete sbattuto, urtato o schiacciato la mano, il dolore può verosimilmente derivare da alcune patologie quali l’artrite o anche da un’infiammazione o infine alla precipitazione di cristalli di acido urico.

Nel caso in cui abbiate effettuato un intervento chirurgico, si potrebbe verificare la situazione in cui a soffrire siano entrambe le mani poiché l’anestesia può avere queste conseguenze.

Il più spesso il trauma porta alla rottura del legamento collaterale ulnare del metacarpo, della falange e del pollice. Quest’ultimo è un tipo di trauma che può avvenire durante un’attività sportiva come tennis, sci, ciclismo o di altro tipo in cui però le mani hanno un ruolo importante (manico della racchetta, manubrio…) e in cui può capitare di caderci sopra se si perde l’equilibrio.

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Quali sono le altre ragioni che provocano dolore alle mani?

Iniziamo dalla cisti mucoide.

Si tratta di una cisti che si presenta nella zona che si trova in mezzo alle falangi (interfalangea distale) e cresce sul tendine estensore delle dita; talvolta coinvolge anche l’unghia e può dare forte dolore. Può formarsi da sola per problemi legati all’artrosi o può essere in compagnia dei noduli di Heberden. Solitamente, soprattutto se il dolore è forte e invalidante, si risolve chirurgicamente.

Poi le cisti tendinee: queste compaiono sul dorso del polso e si tratta di estroflessioni delle guaine tendinee. Oltre ad alcune cisti, le mani sono dolenti a causa di alcune patologie:

  • Malattia di Quervain: è un’infiammazione a carico dei tendini contenuti in un tunnel osseo del radio. I tendini interessati sono quelli del pollice e dell’indice. Di solito, è una malattia professionale ovvero dovuta a lavori manuali o che richiedono movimenti ripetuti del pollice.
  • Malattia di Dupuytren: essa è caratterizzata dal ritiro del tessuto connettivo interposto fra la cute della mano e i tendini flessori. Colpisce in particolare gli uomini over 40. Il primo sintomo è rappresentato da un piccolo nodulo a carico del palmo della mano e delle dita. Ciò comporta la perdita dell’estensione.
  • Sindrome del tunnel carpale: E’ provocata dalla compressione del nervo mediano all’interno del canale di passaggio. Il nervo mediano controlla la sensibilità del pollice, dell’indice e del dito medio. Tale sindrome è rappresentata da dolori soprattutto notturni a livello del polso e della mano. Ad esserne colpiti sono per lo più pazienti che usano per tempi molto prolungati il polso e i suoi tendini. Durante la gravidanza potrebbe essere causata da una maggiore ritenzione di liquidi nello spazio di scorrimento del nervo.
  • Dito a scatto: infiammazione tendinea ai flessori di un dito provocata da un nodulo sul dito interessato. Quando si flette, si sente dolore.
  • L’encondroma è un tumore benigno localizzato a livello delle falangi e del metacarpo. Con facilità l’osso tende a fratturarsi anche per minimi traumi.
  • Rizoartrosi: è una forma degenerativa dell’osteoartrosi che colpisce più il genere femminile a partire generalmente dalla menopausa. Il dolore è alla base del pollice ed è tale da farsi sentire nelle operazioni più comuni come l’apertura di una bottiglia, di una scatola o nell’impugnare penna o matita.
  • Sindrome di Raynaud: questa sindrome è scatenata da ipersensibilità al freddo. Il flusso sanguigno si riduce. Talvolta è dovuta a malattie autoimmuni come la sclerodermia.
  • Artrite reumatoide: Essa coinvolge in modo bilaterale e simmetrico le articolazioni delle mani ovvero metacarpo-falangee. La caratteristica della malattia è la rigidità al risveglio, e, al momento in cui si iniziano i movimenti delle mani. Un segno evidente è la deviazione delle dita detta “a colpo di vento”. Nei casi più gravi, le dita possono assumere direzioni diverse e chiamarsi a collo di cigno, pollice a zeta o a mano a gobba di dromedario.
  • Precipitazioni di acido urico: Generalmente avviene nelle articolazioni della dita nei pazienti con problemi ai reni, iperucemici o con attacco acuto di gotta. I noduli di Heberden si distribuiscono simmetricamente lunga tutta la zona delle articolazioni.

Conclusioni  

I dolori alla mano o alle mani colpiscono maggiormente le donne over 40  o in menopausa. Va subito distinto se il dolore è su una mano o su entrambe e che zone investe. Se si è avuto un trauma o si hanno dolori e non si capiscono le cause, è opportuno recarsi dal reumatologo, che, attraverso la raccolta di dati, l’esame obiettivo, le analisi di laboratorio ed altri esami diagnostici troverà la terapia più indicata a risolvere il vostro caso.

Laddove la terapia medica non fosse sufficiente è necessario l’intervento del chirurgo ortopedico esperto della mano e poi del fisioterapista.

Ci sono altre soluzioni basate sull’applicazione di creme lenitive o antidolorifiche contenenti principi naturali o rimedi provenienti dall’omeopatia, ma si può ottenere un miglioramento quando i dolori tendinei, nervosi o ossei sono lievi. Una soluzione definitiva o quasi arriva dalla chirurgia.    

FONTE: Reumatologia a cura di Valesini ed altri.